domenica 25 gennaio 2015

Waternakes di Tony Sandoval - Recensione

Ci sono due tipi di storie.
Quelle che emozionano per gli eventi raccontati e quelle che emozionano per il pathos con cui gli eventi vengono raccontati.
Watersnakes rientra perfettamente nella seconda categoria. Una favola nera intima, con una malinconia di sottofondo sprofondante e una finezza grafica e stilistica memorabile.
Il fumetto racconta in modo piuttosto onirico e triste la nascita di una nuova amicizia tra due bambine.
Tony Sandoval è un uomo a cui Dio ha toccato le mani. Il sentimento con cui ogni vignetta è disegnata straborda dalle pagine, il carattere debole e indeciso dei personaggi trapela dai loro volti.
 Una storia in cui la fantasia e la realtà viaggiano nella stessa direzione, tentando di superarsi a vicenda, e non c'è alcun tipo di freno da parte dell'autore che ci renda consapevoli di chi stia vincendo.
Gli occhi realizzati da Sandoval sono così profondi e significati che potrei fermarmi per ore a fissarli, dentro quelle pupille sembra che ci sia racchiuso tutto il dolore del mondo.
Quello che più mi spaventa di questo racconto è la semplicità disarmante con cui viene scritto. Tutto è naturale che sia posizionato in quel punto, non c'è una parola di troppo o una inquadratura inutile. Tutto è calcolato per essere ridotto al midollo, senza tralasciare nulla. Niente è superfluo.
La capacità sequenziale con cui Sandoval scrive questo fumetto è sorprendente. Lo aprirete e il secondo dopo avrete già finito la lettura.
Waternakes incarna l'obiettivo primario di ogni opera: emozionare.



La vita a Baloons

Esistono pochi libri in grado di influenzare definitivamente la vita o l'umore di un individuo. Figuriamoci quanti siano i fumetti, che sono pubblicati  da meno di un secolo.
In questo blog, cercherò di recensire e parlarvi di opere che mi hanno lasciato qualcosa. Di opere che anche finita la lettura riaffiorano in testa e fanno riflettere. 
Sia chiaro. Il 90% dei fumetti che recensirò saranno romanzi grafici e non manga o testate supereroistiche. Non che odii  entrambi, ma semplicemente mi trovo più a mio agio nel parlare di letture interessanti e con un minimo senso.
Ovviamente  non bisogna fare di tutta l'erba un fascio e biogna evitare di generalizzare, quindi le eccezioni ci saranno, non sono tanto ipocrita.



Non ho nient'altro da dirvi. 
Beautiful Darkness